Luca Pozzi – A.E.W.O.M [Le strabisme du Dragon]

Le Strabisme du Dragon di Luca Pozzi (Milano, 1983) – esperimento espositivo innescato su più livelli, nella profondità della cripta dell’ex chiesa di San Pancrazio -, nonostante una generale difficoltà interpretativa, potrebbe essere considerato come un tentativo di definire il termine ‘equilibrio’.
Innanzitutto, si equilibrano i campi attinenti all’arte e alla scienza, cercando di eliminare fattivamente quella cesura convenzionale che già epoche passate non conobbero (basti risalire allo spirito collezionista della Wunderkammer). Nel nuovo legame, così ottenuto, vengono inclusi contributi eterogenei: fisica, teologia, arti marziali e altro ancora, fino a raggiungere, secondo le parole di Valerio Borgonuovo, “un insieme installativo ibrido, Luca Pozzi - A.E.W.O.M. - veduta della mostra presso il Museo Marino Marini, Firenze 2010orchestrato come sistema polifonico plausibile”.
L’altra forma centrale di equilibrio è quella di tipo “meta-stabile”, che riguarda le opere stesse. Per chiarirne il significato si possono evidenziare Background inside platform through IKB influence,campo elettromagnetico in cui ruota una spugna blu-Kline – sospensione tra materia e vuoto, azione e inazione -, oppure Schrödinger’s cat through Piero della Francesca influence, sovrapposizione di passato e presente, raggiunta attraverso citazioni quali la celebrePala Montefeltro del pittore aretino, il paradosso del gatto di Schrödinger, il tatami del judo. In ognuno dei casi, sia che prevalga l’arte o la scienza, l’interesse speculativo si focalizza sullo scaturirsi del movimento, quindi sull’origine e sulla regola del mondo.
Riferimento ulteriore, quasi una nota di sottofondo continuo, l’Aleph Experiment (che, con l’aggiunta diWithout Mass, forma l’acronimoA.E.W.O.M.), la ricerca condotta dal Cern di Ginevra che ha portato alla costruzione del Lep, un enorme acceleratore di particelle oggi sostituito dall’Lhc. Non a caso, Strabisme du Dragon è il terzo momento di un progetto più ampio, ispirato da interviste ad artisti e ricercatori.
Non è semplice in una personale come questa – che a una visuale dall’alto apparirebbe, per disposizione delle opere, nella forma di un mitologico dragone – tracciare il confine che separa un’intelligenza inclusiva dal vezzo solipsistico della citazione. Salvo poi intuire, paradossalmente, che la forza del risultato è proprio nell’apertura, nella mancanza di un legame determinato a priori: lo strabismo crea immagini doppie, riferibili a stati opposti come le palline di Dragon’s wings, incredibilmente attirate in su nonostante la forza gravitazionale.
Luca Pozzi - A.E.W.O.M. - veduta della mostra presso il Museo Marino Marini, Firenze 2010
O ancora, e in modo più personale, come il camuffamento prospettico di Pozzi fotografato, saltante, davanti alle tele del Veronese.

 Matteo Innocenti

 

Luca Pozzi – A.E.W.O.M [Le strabisme du Dragon]
a cura di Alberto Salvadori
in collaborazione con Valerio Borgonuovo
Museo Marino Marini
Piazza San Pancrazio – 50123 Firenze