Ornaghi & Prestinari ☛ Galleria Continua, Siena

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ORNAGHI & PRESTINARI FAMILIARE EXHIBITION VIEW IN GALLERIA CONTINUA / SAN GIMIGNANO PHOTO ELA BIALKOWSKA, OKNO STUDIO COURTESY GALLERIA CONTINUA, SAN GIMIGNANO / BEIJING / LES MOULINS

 

Familiare, parola-indice della disposizione al fondo della propria ricerca: che è una resistenza in verso positivo, determinante affinché ogni resa formale conservi e disveli la volontà, la dedizione e la sorpresa di cui è diretta conseguenza. Il duo Ornaghi & Prestinari (Milano 1986, 1984) – è la loro prima esposizione alla Galleria Continua – si esprime in una dimensione di felice equilibrio; la sperimentazione variabile di tecniche e materiali, in ciò influisce la formazione rispettivamente in disegno industriale e in architettura, evita la deriva della dispersività grazie alla cura, davvero di tipo affettivo, con cui vengono scelte e trattate le cose. Così ogni volta, al termine del processo di trasformazione, il risultato viene corrispondendo alla sintesi poetica e ironica di ogni mezzo cui si è ricorsi: l’idea, il laboratorio, la manualità, gli strumenti, l’aspettativa e così via.

A ciò sono riferibili le opere presentate all’Arco dei Becci – del resto lo spazio intimo e distaccato ben si addice al progetto.  Abito, la prima che si incontra, è un raddoppio della tuta da lavoro usata nella quotidianità, ma in versione più confortevole, ‘a maglia’, con anche le macchie di colore cadute casualmente sulla stoffa ricreate a ricamo. L’impegno e il tempo richiesti per la realizzazione, un vero e proprio esercizio sia della volontà che della fiducia secondo le parole degli artisti, viene portato all’estremo in A fior di conio, un migliaio di monete da un centesimo di euro trattate in superficie fino ad eliminare lo strato di rame e scoprirne l’anima di acciaio, la quale, a sua volta, viene trasfigurata dall’incisione di immaginazioni e simboli personali. Secondo un andamento opposto Appunti è la stratificazione di stesure pittoriche poi coperte da foglia d’argento, tale monocromia ottenuta viene quindi bucata con una punta, creando un effetto a costellazione. Si tratta di esempi, ma lo stesso vale per i tronchi forati da miriadi di viti, il cacciavite col manico in alabastro e la scultura in ferro e chupa chups: si ripete un procedimento linguistico atto a disattendere le aspettative di chi guarda, perché gli elementi impiegati creano degli equivoci nell’ordine della loro apparenza, funzione e relazione.

Con una curiosità da tuttofare e la freschezza di un atteggiamento che sta iniziando il processo di maturazione, Ornaghi & Prestinari ad ora sono riusciti a trasmettere la singolarità delle proprie intenzioni, distinguendosi da modalità artistiche similari sconfinate nel feticismo dell’oggetto (e della sua vendita). È un buon principio, in azione da qualche anno, che accende la curiosità per gli sviluppi a venire.

Matteo Innocenti
ATPDiary

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ORNAGHI & PRESTINARI, ARMARSI 2014
 STRAINS OF DEBARKED WOOD COVERED WITH POZIDRIV SCREWS DIMENSIONI VARIABILI | VARIABLE DIMENSIONS PHOTO ELA BIALKOWSKA, OKNO STUDIO COURTESY GALLERIA CONTINUA, SAN GIMIGNANO / BEIJING / LES MOULINS

 

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ORNAGHI & PRESTINARI – A FIOR DI CONIO 2011-2014
 ETCHINGS, RESIN AND PIGMENT ON 1 CENT COINS WITH A FACE POLISHED VARIABLE DIMENSIONS: (1 CENT: DIAMETER 16.25 MM, THICKNESS 1.67 MM) PHOTO ELA BIALKOWSKA, OKNO STUDIO COURTESY GALLERIA CONTINUA, SAN GIMIGNANO / BEIJING / LES MOULINS

 

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ORNAGHI & PRESTINARI – APPUNTAMENTO 2014
 SCREWDRIVER IN STAINLESS STEEL WITH HANDLE IN ALABASTER 38 X 4 X 4 CM PHOTO ELA BIALKOWSKA, OKNO STUDIO COURTESY GALLERIA CONTINUA, SAN GIMIGNANO / BEIJING / LES MOULINS