Abitare l’Arte | Incontro nazionale di residenze d’artista

Ogni Dove di Bianco Valente, A Cielo Aperto, Latronico (PZ)

Attiva dal 2010 AIR – artinresidence, network dell’associazione FARE, continua a svolgere una preziosa attività di ricognizione sulle residenze d’artista favorendo altresì collegamenti tra le stesse; a partire da tale esperienza è di recente ideazione e di prossimo inizio AIR tour, progetto che ha come obiettivo lo sviluppo di un’originale forma di turismo culturale attraverso la promozione e la valorizzazione delle residenze stesse.

L’incontro nazionale Abitare l’Arte[1], ospitato nel Palazzo della Cultura di Breno nel distretto culturale della Valle Camonica, ha proceduto in tale direzione, in maniera “propedeutica”, avendo posto in dialogo diretto alcune attività residenziali artistiche considerate rappresentative della scena italiana sia per modalità ideative-operative che per posizione geografica.

Le residenze partecipanti: A cielo aperto (Latronico, Potenza), Aperto_art on the border (Valle Camonica), Asilo Bianco (Ameno, Novara), Borgo degli Artisti (Bienno, Valle Camonica), Bivacco Urbano (Torino), Case Sparse (Malonno, Valle Camonica), GAP Guilmi Art Project (Guilmi, Chieti), Vis à Vis (Limosano, Campobasso), Ramdom (Gagliano del Capo, Lecce), The Blank (Bergamo), Viaindustriae (Foligno, Perugia).

Distretti Culturali è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Cariplo; a seguito di una prima fase di studio nel 2005, tramite degli studi di fattibilità sono state finanziate sei aree caratterizzate dalla presenza di beni culturali e ambientali, con l’obiettivo di una valorizzazione del patrimonio e di un sostegno al territorio. Dal 2007 la Valle Camonica – che comprende quaranta comuni e vanta, nell’insieme vario di elementi naturali, storici ed artistici a caratterizzarla, le celebri incisioni rupestri dichiarate nel 1979 primo patrimonio italiano Unesco – ha avviato una serie di attività, inerenti anche l’arte contemporanea: dal 2010 la residenza artistica aperto_art on the border e successivamente Bienno Borgo degli Artisti.

Pubblica Privata di Stefano Boccalini, aperto_art on the border 2017, Valle Camonica (BS)

Nel corso dell’incontro oltre le presentazioni dei singoli progetti di residenza, che contano alternative di impostazione – per esempio il coinvolgimento degli artisti attraverso invito o open call, il disporre di una sede fissa o il preferire una diffusione territoriale pur con il limite regionale, gli obiettivi particolari posti in relazione ai contesti – sono emersi dei punti comuni che ancora, anzi soprattutto ora, necessitano di una definizione più precisa e talvolta di una risoluzione.
La politica ministeriale. Un preciso riconoscimento nell’ambito delle arti visive, da parte del Mibact, secondo il modello già attuato dalla Direzione Generale dello Spettacolo per teatro, musica, danza e spettacolo viaggiante (modello perfettibile, considerate le numerose critiche ad esso riferite). Per l’oggettiva importanza e vitalità delle residenze d’arte la loro esclusione da un confronto di questo genere, e dalla possibilità di contributi ad hoc, risulta ormai ingiustificabile.
Le amministrazioni. Soprattutto fuori dalle città maggiori la difficoltà di dialogo è fatto appurato e ricorrente. Questo dipende sia da una mancanza oggettiva di comprensione – lo iato tra arte contemporanea e persone in genere è così ampio che sarebbe inverosimile non ritrovarlo, per trasmissione, anche negli amministratori locali che in genere non sono dei professionisti – sia dal difetto della politica nostrana che, puntando soprattutto all’immediatezza dei consensi, di rado sostiene iniziative non subito traducibili in riscontro. Si tratta di uno degli elementi più delicati poiché le residenze agiscono in un luogo specifico e, almeno in primo grado, in funzione di esso: se la reciprocità non si avvia o si interrompe ciò significa un doppio fallimento, e per le amministrazioni e per la residenza stessa. La modalità è dunque dialettica. La sfida, ambiziosa, consiste nell’integrarsi realmente con la quotidianità dei luoghi ospitanti senza perdere la vocazione globale. Dalle testimonianze si desume che con l’ascolto e la proposta attenta, a discapito di ogni devianza verso fenomeni consci o inconsci di “colonizzazione” culturale, sin dalle prime esperienze si avviano processi di coinvolgimento spontaneo e di vicendevole conoscenza; per questo aspetto le residenze stanno svolgendo un’attività di effettiva resistenza alla spersonalizzazione in atto da tempo nel sistema dell’arte.

Proprietà delle opere. La maggior parte delle residenze contempla l’eventualità che la restituzione alle comunità al termine del periodo possa rimanere allo stato progettuale, ciò nonostante quasi sempre gli artisti scelgono di realizzare materialmente un’opera. Al che consegue la definizione di chi ne sia il proprietario e a chi spetti occuparsi della sua conservazione. Ad ora non c’è una soluzione univoca e neppure un modello di riferimento, la casistica varia dall’acquisizione automatica da parte degli organizzatori alla cessione alle amministrazioni, dall’idea di fondare dei musei fino alla scelta consapevole di incoraggiare opere che abbiano una durabilità limitata. Fuori da particolari esigenze dovute alla “poetica” residenziale, risulterebbe utile una prassi condivisa.
Tempo. È opinione concorde che un progetto per radicarsi davvero necessiti di tempo, ad un doppio livello. Uno è la continuità pluriennale delle edizioni che permetta di stabilire rapporti di interesse e partecipazione con gli abitanti. L’altro è l’estensione dell’esperienza locale dell’artista, perfezionando i canonici quindici o trenta giorni di permanenza effettiva con una visita preliminare e un conseguente periodo di riflessione – il che risulta ostico da attuare più per una questione di risorse che non di intenti.

Severin Mueller, La Serpara, Cantieri D’arte, Civitella D’Agliano (VT)

Conoscenza del patrimonio culturale italiano. Le residenze avvengono in luoghi correlati a un insieme forte di significati, che siano di tipo storico, sociale, geografico, affettivo (o una loro combinazione). Nella varietà resta costante l’attitudine all’accrescimento della comprensione e della valorizzazione del contesto. Inoltre si può affermare, in quanto è un processo sperimentato, che ciò stimoli anche la riflessione degli abitanti rispetto al proprio luogo. La situazione italiana è unica al mondo per l’estrema ricchezza dei beni paesaggistici e culturali; è un discorso assai complesso che qui si cerca di sintetizzare al massimo, in alcuni degli aspetti, per il collegamento che ci serve. La difficoltà concreta di gestione ha indotto da decenni la politica ministeriale ad occuparsi in modo pressoché esclusivo, e non sempre bene, dei siti di interesse dichiarato superiore oppure delle emergenze non più procrastinabili. Ne sono conseguite cure inferiori per ciò che è stato considerato periferico o secondario. Il che si è tradotto in ignoranza del nostro patrimonio nella sua interezza. È appunto in questo quadro che le residenze artistiche possono svolgere una preziosa funzione attivatrice di indagine, conoscenza, diffusione, preservazione delle realtà territoriali trascurate.

Qui il punto centrale del progetto AIR tour che prenderà avvio ufficiale nei prossimi mesi con una piattaforma web dedicata. Obiettivo fare incontrare un turismo culturale in progressiva crescita con l’offerta di residenze d’arte distribuita su tutto il territorio nazionale, per un reciproco vantaggio. Con le parole delle ideatrici, Beatrice Oleari e Barbara Oteri: «Le residenza d’artista sono spazi diffusi, autenticamente contemporanei, che traducono il valore dell’arte in valore sociale e territoriale, senza snaturare l’arte stessa e si trovano negli angoli più significativi del territorio italiano. Conoscere questi spazi significa compiere un viaggio nella nostra memoria recente, nell’archeologia industriale del nostro paese, nelle periferie, nei borghi, nei parchi, per costruire, da questa eredità, una risorsa.»

[1] L’evento dell’11 novembre 2017 rientra nell’ambito AIR tour, un progetto di AIR – artinresidence / FARE, in partnership con The Blank Contemporary Art, in collaborazione con il Distretto Culturale della Valle Camonica, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

Imaginary Holidays di Luca Coclite, Ramdom, Gagliano del Capo (LC)

 

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