Carapelli for Art 2021 – i vincitori

Carapelli for Art premia ancora l’arte sul tema della sostenibilità

Annunciati i vincitori della quarta edizione del premio internazionale dedicato alle arti visive. Oltre 1000 partecipanti da 50 paesi di tutto il mondo.

Firenze, 20 settembre 2021
La quarta edizione del premio internazionale per le arti visive promosso da Carapelli è giunta al termine e anche quest’anno ha registrato eccezionali risultati in termini di qualità e numero di partecipazioni, confermando gli intenti della celebre azienda olearia a sostenere gli ambiti della cultura e dell’arte.
Come per le precedenti edizioni, sono due le categorie del premio: Open aperta a tutti gli artisti professionisti, e Accademia rivolta agli studenti delle Accademie di Belle Arti di vari Paesi.                                                                           
La giuria di quest’anno era formata da: Lorenzo Balbi (Direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna), Elisa del Prete (producer, autrice e curatrice), Matteo Innocenti (curatore indipendente e direttore artistico de La Portineria, Firenze), Massimiliano Tonelli (Direttore Editoriale di Artribune), Gabriele Tosi (curatore indipendente e direttore artistico di Localedue, Bologna).

Il tema con cui si sono confrontati gli artisti che hanno partecipato al bando è stato la Sostenibilità: “Ci sono valori che in una particolare fase storica diventano più che importanti: diventano necessari. La sostenibilità è il modello di sviluppo indicato come soluzione ora perseguibile, poiché in grado di equilibrare la crescita della generazione attuale con quella delle generazioni future. Si avverte una stretta vicinanza con un concetto che attraversa intere epoche della cultura umana, ovvero l’armonia, quale accordo tra elementi uguali e diversi da cui deriva un risultato positivo. L’arte ha certo un ruolo centrale nella costruzione di un presente sostenibile e armonico: le opere propongono visioni, significati, realizzazioni, comportamenti e responsabilità – dall’economia all’ambiente, dal lavoro ai rapporti sociali – fondamentali per il nostro, ancora nuovo, ventunesimo secolo.” 

I vincitori dell’edizione 2021 di Carapelli for Art sono per la Categoria Open, Francesco Carone e Lia Cecchin; per la Categoria Accademia Elena Della Corna e Dario Sanna. La giuria ha, inoltre, assegnato alcune menzioni speciali per la Categoria Open:  Letizia Calori e Giuseppe De Mattia (Open), Kim Sooun (Open), Lorenzo Ramos (Accademia).
Con un montepremi complessivo di 12.000 euro divisi tra le due categorie, Carapelli conferma il sostegno concreto alle arti visive, alla cultura e agli artisti, soprattutto in un periodo di difficoltà a livello globale.

Le opere degli artisti vincitori entreranno a fare parte della collezione Carapelli, inoltre Carapelli for Art parteciperà con un evento espositivo dedicato nel contesto di ART CITY Bologna 2022.

Categoria Open

Francesco Carone (Siena, 1975)
Nocciolo
2012, legno di pesco, campana in vetro soffiato del 1700, base in legno laccato. Misura nocciolo 2,8×1,6×2 cm. Misura teca 33x16x55 cm. Photo Ela Bialkowska OKNOstudio

Un nocciolo la cui apparenza consueta racchiude una storia: l’artista anni fa mangiò una pesca dall’albero che il nonno aveva nell’orto, dopo avere osservato il nocciolo decise di rifarlo identico a partire dal legno dello stesso pesco; identico nella forma e nel patrimonio biologico ma ovviamente incapace di generare altri alberi. L’opera di Francesco Carone, attraverso il ricorso alla scultura in un modo insieme attuale e tradizionale (l’essiccazione, la scolpitura, l’intarsio), approccia il tema – e il mistero – della generazione naturale ponendola in una relazione di tipo interrogativo con l’osservazione e la comprensione umane: “Lo studio, il tempo, la dedizione, l’abilità della mano, la coerenza del pensiero con cui l’uomo da sempre affronta ciò che lo circonda, evidentemente non sono sufficienti.” L’arte ha però il potere di suscitare in noi la meraviglia, di accendere la nostra curiosità, di stimolarci a porre domande sempre nuove. La giuria ha apprezzato la capacità di sviluppare una riflessione ricca e aperta, a partire da una forma basilare della natura.

Lia Cecchin (Feltre, Belluno, 1987)
OBE
2021, puzzle, numero variabile, dimensione ambientali

Categoria Accademia

Elena Della Corna (Vicenza, 1993)
Profezia

dalla serie Stati Eccitati, 2021, materiale plastico composto da colla organica, pigmenti, addensanti e conservanti naturali, catena metallica, 60×80×25 cm

La forma di una scultura sospesa ricorda vagamente quella di una bilancia di precisione. Ma la referenza è deviata, e la funzione dell’oggetto non è identificabile. Profezia, che suggerisce nel titolo la ricerca di una dimensione intima e metafisica, è animata da sottili equilibri e basse tensioni scultoree. Un elemento rossastro, ruvido e accesso, si poggia sulle finiture lucide di un prezioso strumento, evocando un ambiente magico e rituale. La giuria ha apprezzato le qualità dell’oggetto, in particolare le soluzioni formali e il trattamento dei materiali. Ha poi trovato nell’opera uno specchio mistico e aperto della tematica contingente proposta dal bando.


Dario Sanna (Olbia, 1996)
Paesaggio (Marsiglia)
Paesaggio (Marsiglia); 2021; Pannello solare, cavo bipolare, ventola, pietre, pianta, plastica; dimensioni variabili

L’opera Paesaggio di Dario Sanna è un’interpretazione, in certo modo emblematica, di uno scenario naturale in cui l’artista si è trovato a trascorrere alcuni mesi: l’affaccio al Mediterraneo della città di Marsiglia. Alcuni elementi tipici locali, delle pietre e una pianta, dialogano con degli oggetti legati alla tecnologia e al consumo umani, un pannello solare, una ventola di un computer obsoleto, un sacchetto di plastica. Quando il sole penetra nell’ambiente in cui si trova l’installazione, carica il pannello che avvia la ventola, la quale a sua volta agita la busta; un riferimento esplicito alle tracce forti e nocive che una società non abbastanza accorta lascia nella natura, danneggiandola. La giuria ha apprezzato il modo in cui l’opera richiama l’attenzione su una tematica attuale, senza inficiare l’opportunità di una costruzione formale originale e indipendente – interessante anche l’aspetto della “adattabilità”, poiché le pietre e le piante usate variano nel tempo in base al contesto di esposizione.

Menzioni d’onore

Letizia Calori e Giuseppe De Mattia (Bologna 1986; Bari, 1980)
Bolotie
2021, mixed media, dittico, 110 x 50 cm

Sooun Kim (Jeju, Corea del Sud, 1989)
Yellow Fever
2019, film, 00:13:22, 1920×1080

Lorenzo Ramos (Milano,1994)
75000 anni fa mangeremo
, 2021
2021, legno di recupero, plastica riciclata (HDPE), dimensioni variabili da 7×160 cm a 7×180 cm

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