Riccardo Benassi + Piero Frassinelli – Chiara Camoni

La nuova e doppia esposizione al Museo Marini conferma in modo deciso, con la complessità concettuale e con la tendenza a indagare le categorie spazio-temporali, la linea sviluppata dalla direzione artistica di Alberto Salvadori, e probabilmente non è un caso che sia un evento così “denso” a segnare l’inizio del terzo anno dalla sua nomina.
La prima parte, Attimi Fondamentali, si delinea come un rapporto analogico tra due esperienze artistiche diverse. La base, rivelatrice del gioco di parole del titolo, sono gli Atti Fondamentali ideati dal gruppo di architetti “radicali” Superstudio: terminata l’esperienza comune nel corso degli anni ‘80, Piero Frassinelli (Firenze, 1939) ha realizzato nel 2010 le parti mancantiEducazione, Amore e Morte. I video, in perfetta sintonia con i fotomontaggi di immagini passate e presenti, esprimono un forte senso critico e sarcastico nei confronti di quel grande “genere” che è stato il modernismo architettonico; soprattutto per le idee, non importa se derivate dalla critica o dal consenso al sistema capitalistico, che hanno limitato gli edifici a rappresentare un solo elemento – la forma, la funzione, l’utilità, il modello sociale, l’estetica e così via – invece di un’armonia complessiva.
E poiché tale problema sembra nella sostanza irrisolto, i Superstudio e le altre aggregazioni similari restano attuali nella denuncia di una crisi delle costruzioni, quale corrispettivo di una crisi umanistica.
Riccardo Bennassi (Cremona 1982; vive a Berlino), appartenente a tutt’altra generazione, pone l’accento su uno degli aspetti centrali del discorso, cioè sull’inadeguatezza dello spazio e del tempo quotidiani. Il Ripetititititive Space, un feltro che attraversa l’ambiente e che tenta di ridefinirlo tramite la diffusione di effetti sonori in loop, segnala soprattutto l’arbitrarietà del rapporto tra i nostri sensi e le coordinate di riferimento.
Riccardo Benassi + Piero Frassinelli - Attimi Fondamentali - veduta della mostra presso il Museo Marino Marini, Firenze 2011 - photo Federica di Giovanni
Nell’ordine del discorso di Chiara Camoni (Piacenza 1974; vive a Lucca e Milano) ha un valore più prettamente linguistico, riguardando la definizione dell’arte attraverso l’indagine dei ruoli che le sono connessi. L’autore viene proposto sia come agente che come contenitore; si riferiscono appunto al secondo aspetto la serie dei Capolavori – copie elementari di pitture disegnate dalla nonna dell’artista – e le sculture-installazioni che rientrano nella tipologia degli objet trouvé.
La messa in discussione comprende anche il rapporto tra creazione e critica, un argomento centrale di questi ultimi anni, con il ricorso a Un vero falso dialogo: Luca Bertolo e Chris Sharp discutono leggendo un testo già scritto, affinché sia l’eccesso di determinismo delle posizioni a suggerire la natura e le necessità delle stesse.
Chris Sharp & Luca Bertolo - un vero falso dialogo - 2010 - photo Silvia Noferi
Nella difficoltà, e in parte confusione, che l’esposizione genera per sovrabbondanza di riferimenti, si evidenzia anche un involontario stacco tra gli artisti coinvolti. Perché se l’attività di Frassinelli conferma tuttora l’originalità e la forza delle intuizioni, le proposte di Benassi e di Camoni appaiono come soluzioni intelligenti ma di maniera, piuttosto accomodanti verso un sistema artistico ben consolidato.
Matteo Innocenti
Riccardo Benassi + Piero Frassinelli/Superstudio – Attimi Fondamentali
Chiara Camoni – Nell’ordine del discorso
a cura di Alberto Salvadori
Museo Marino Marini
Piazza San Pancrazio – 50123 Firenze
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