Quando l’arte Appare

In religione è la manifestazione sensibile del divino. In letteratura un momento di profonda coscienza. Nel linguaggio comune poco più di un effetto sorpresa. Che cosa è davvero l’Apparizione? La versione finale dell’Evento Immobile, a Casa Masaccio. E fra poco inaugura una nuova mostra.

Sean Rogg – Wolf Ram – 2008

Una mostra nata dalla collaborazione tra Casa Masaccio e il Man di Nuoro, con tema l’evento, nelle sue possibilità persistenti e transitive, è diventata un ciclo ora al suo sesto e ultimo appuntamento: la declinazione conclusiva riguarda l’Apparizione.
Ogni immagine rivela qualcosa tramite e oltre le apparenze, un quid, ma risulta complesso comprenderne la natura. Oscillante tra materia e spirito – poiché essa può riferirsi senza differenza a una manifestazione comune o divina – la ricerca della definizione s’incrocia al percorso di vari artisti: in questo caso João Onofre, Robbert Weide, Sean Rogg, Helen Dowling, Marrit Snel, Hans Schabus, Ruben Bellinkx, Katrin Connan, Sophie Krayer.
Le opere presenti, tutte video, secondo l’intendimento dei curatori rivelano un processo traduttivo del termine iniziale attraverso il repertorio delle figure retoriche. Possibilità varie che dimostrano il fascino insolubile dell’interrogativo ontologico affrontato, se l’apparizione sia del reale o una particolare percezione che noi abbiamo di esso. Più in generale l’intera serie dedicata in questi anni a Casa Masaccio alla natura e alle manifestazioni dell’evento, sperimentando uno dei temi centrali – insieme al corpo, all’identità e al rapporto con gli altri media – delineati dalla videoarte nel corso della sua ancora breve ma intensa storia, può essere considerato a tutti gli effetti un valido tentativo di ricognizione, con il merito ulteriore di essere stato sviluppato più sulla seduzione degli interrogativi che sulla pretesa di risposte.

Helen Dowling – Lissencephaly – 2009

Paradigmatico di tale fruttuosa indeterminazione è Casting, proiettato nella Pieve di San Giovanni Battista, lunga successione in cui dei ragazzi portoghesi non conoscendo la lingua ma interpretando ognuno secondo il proprio carattere, ripetono in direzione dell’obiettivo la frase “Che io abbia la forza, la convinzione e il coraggio” estratta dal filmStromboli Terra di Dio di Roberto Rossellini.  Qualità citate che risultano ormai necessarie per un’azione giusta ed a ragione ineludibile, la creazione di un ambito comune, quello delle immagini in movimento, in cui cinematografo e video non siano considerati ambiti espressivi diversi, nonché antitetici in termini di distribuzione, ma al contrario si integrino in un’unica offerta costruita tanto sul racconto degli avvenimenti quanto sulla ricerca della loro sostanza.

 

Matteo Innocenti
(Artribune)

San Giovanni Valdarno //
L’Evento Immobile. Apparizioni
a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli, Alessandro Sarri
CASA MASACCIO
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