Il mondo nuovo. Nell’utopia di Irena Lagator Pejović

Ipotizzare una società al pieno della condivisione, regolata da politiche ed economie che considerino l’uomo come bene primario. Possibile? Prova a farlo un’artista montenegrina, a Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno.

Irena Lagator Pejović – Means for Intensifying a Sense of Poetic Reconstruction of the World – 2012 – courtesy Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno – photo Andrea Abati

Come in un paradosso, l’opacità si fa evidente. Se l’economia è il motore potente del nostro sistema, sempre più astratti diventano i meccanismi che ne regolano il funzionamento. Irena Lagator Pejović (Cetinje, 1976), all’interno di una ricerca strutturata sul tema da anni, riparte in questa fase da un elemento/strumento basilare: la società a responsabilità limitata. Attraverso una serie di opere che reinterpretano in chiave diversa e relazionale la materia degli scambi commerciali – modelli di città costruiti con scontrini fiscali, piuttosto che un’installazione di banconote raffiguranti il fisico Nikola Tesla – l’artista prospetta l’eventualità di una cosciente illimitatezza del nostro agire in rapporto agli altri. Che mondo ne risulterebbe? La risposta in un quaderno che contiene la variazione di una silhouette umana per ogni quadrato di pagina, e nelle sfere di vetro che attendono dentro l’ultima sala espositiva: avremmo un nuovo umanesimo, allargato a ogni creatura vivente. Per adesso accontentiamoci di una mostra insieme affascinante e intelligente.

 

Matteo Innocenti

Santa Croce sull’Arno //
Irena Lagator Pejović – Società a responsabilità limitata (S.r.l.)
a cura di Ilaria Mariotti
VILLA PACCHIANI
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