César – Anthologie par Jean Nouvel

Sembra restare nei confronti di César (Marsiglia, 1921 – Parigi, 1998), a dieci anni dalla sua scomparsa, un’ultima resistenza critica. Il trascorrere dell’artista tra fasi estremamente diverse, talvolta in apparenza antitetiche, ha generato nel tempo un dubbio sulla coerenza del piano d’insieme: lo scultore avrebbe peccato di eccessivo eclettismo o, all’inverso, di poca riconoscibilità.
Il tentativo odierno dell’architetto Jean Nouvel, che gli fu intimo amico e ne discusse sovente la visione del reale, mira proprio alla risoluzione della questione. Attraverso una mostra antologica che avvicina per la prima volta, e quindi permette di osservare sincronicamente, opere rappresentative di periodi diversi. Una vera e propria azione intellettuale, per dimostrare finalmente che la supposta debolezza di César -aver arbitrariamente svuotato la scultura del savoir faire autoriale e dell’intervento manuale- sarebbe soltanto fittizia; in verità, tutto ciò che l’artista avrebbe tolto al gesto, nell’apparenza dei suoi lavori di matrice industriale o meccanica, lo avrebbe reso intero al concetto.
Il luogo deputato alla mostra è la Fondation Cartier, l’edificio progettato nel 1984 dallo stesso Nouvel. Nei locali in vetro e acciaio, evidente invito alla leggerezza e alla sintonia con il verde degli esterni, le quasi cento sculture esposte trovano il loro habitat naturale. Il percorso prevede tre sezioni -da qui il divertito sottotitolo Cèsar3- corrispondenti alle fasi artistiche più importanti: impronte umane, espansioni, compressioni. César - Anthologie par Jean Nouvel - veduta della mostra presso la Fondation Cartier, Parigi 2008 - courtesy César/Adagp - photo Patrick GriesLe impronte umane nascono senza previsione. Nel 1965 allo scultore viene proposto di contribuire alla mostra La Main, de Rodin à Picasso; in risposta realizza, tramite ingrandimento pantografico, il proprio pollice in versione 40 centimetri rosa traslucido. È l’inizio di una serie di infinite variazioni, per forma, misura e materiale: dita e mani grandi o piccole in bronzo, acciaio, cristallo e resina, in ogni colore immaginabile. Le orme d’artista, scanalate piega dopo piega, da subito esplicitano un ossimoro profondo: tra una produzione serializzata e perciò tendente all’identico -le variazioni si danno su un modello unico- e un elemento di distinzione univoca, ovvero le impronte digitali. Arte e industria dialogano esplicitamente, senza alcun pregiudizio.
Nelle espansioni, le prime sono del ‘67, la riflessione diviene ancor più serrata. Il poliuretano -gettato, levigato da ogni imperfezione e infine ricoperto di colore- nella semplicità apparente rivela novità sostanziali. Sia perché le colate dimousse, lasciate a solidificare, sono l’espressione più immediata, pura potremmo dire, del gesto autoriale; sia perché la leggerezza inverosimile di opere tanto ingombranti rovescia in modo fattivo e concettuale il significato del peso in scultura.

César - Expansion n. 37 - 1972 - poliestere con fibra di vetro e laccato - cm 105x90x115 - courtesy Succession César, César/Adagp - photo Patrick Gries

La visione di una pressa idraulica intorno al 1960, marchingegno utilizzato nelle discariche per la compressione delle automobili, è per César una folgorazione. Tanto che diverrà il nuovo mezzo, da allora fino al termine della carriera, per realizzare continue variazioni sul tema. Sculture fatte con pezzi di ferro tra sé accartocciati, per riportare a nuova e gloriosa vita gli scarti del processo consumistico.
Al termine della visita, in effetti, si chiarisce il pensiero che sottende tutta l’opera dello scultore: l’aver espresso, in forma di presagio, che se l’arte non si fosse rinnovata sarebbe presto stata raggiunta e superata dall’industria. Recuperare l’anonimo, il brutto, l’inutile del mondo industriale e renderlo assolutamente affascinante fu il modo di dimostrare il dominio dell’umano sul meccanico.

Matteo Innocenti

 

César – Anthologie par Jean Nouvel
Fondation Cartier pour l’art contemporain
261, boulevard Raspail – 75014 Paris
Orario: martedì ore 11-22; da mercoledì a domenica ore 11-20
Ingresso: intero € 6,50; ridotto € 4,50; gratuito il mercoledì ore 14-18
Catalogo Éditions Xavier Barral
Info: tel. +33 0142185650; fax +33 0142185652; fondation.cartier.com

Fonte: Exibart