• La Sovversione dell’oggetto: intervista con Artext ottobre 31, 2017

    LATO / MOO LA SOVVERSIONE DELL’OGGETTO Albien Alushaj, Andisheh Bagherzadeh, Francesca Catastini, Devid Ciampalini, Golnar Dashti, Maria M. G. Deval, Arbër Elezi, Dania Menafra, Moallaseconda, Matias Reyes, Baldassarre Ruspoli, Studio Lievito. a cura di Matteo Innocenti   Artext – Quale l’intento di questa doppia esposizione che ha come titolo – La sovversione dell’oggetto? Matteo Innocenti – Oltre l’occasione contingente che ha portato a una definizione formale – ...

    Continua a leggere
  • La Sovversione dell’oggetto | MOO – LATO | 14-20 ottobre 2017 ottobre 19, 2017

      LA SOVVERSIONE DELL’OGGETTO SABATO 14 OTTOBRE, 2017 | MOO ORE 19.00 DEVID CIAMPALINI | MOALLASECONDA | BALDASSARRE RUSPOLI VENERDÌ 20 OTTOBRE, 2017 | LATO ORE 19.00 ALBIEN ALUSHAJ | ANDISHEH BAGHERZADEH | FRANCESCA CATASTINI | GOLNAR DASHTI | ARBËR ELEZI | MARIA M. G. DEVAL | DANIA MENAFRA | MATIAS REYES | STUDIO LIEVITO a cura di MATTEO INNOCENTI Gli spazi LATO e MOO presentano un progetto collettivo sul rapporto tra l’opera d’arte e ...

    Continua a leggere
  • Stealing | Kinkaleri – Unitè d’Habitation (Platform) | Paolo Parisi ottobre 31, 2016

    KINKALERI STEALING con Marco Mazzoni venerdì 28 ottobre h.19:00 LATO | Piazza S. Marco 13 – Prato Non è che il passato getti la sua luce sul presente o il presente la sua luce sul passato, ma immagine è ciò in cui quel che è stato si unisce fulmineamente con l’ora in una costellazione. Walter Benjamin Il secondo appuntamento del programma di Unitè d’Habitation (Platform) di Paolo Parisi è Kinkaleri ...

    Continua a leggere
  • A Place to be | Unité d’habitation (Platform) | Paolo Parisi ottobre 22, 2016

    I tentativi verso una prossimità tra la dimensione artistica, che di per sé è sempre rappresentativa di qualcosa di ulteriore, e la prassi aderente alle funzioni che viene svolta nel quotidiano, assumono un certo grado di concretezza quando vengono declinati a un’idea delimitata di utilità, come avvenuto con carattere programmatico soprattutto nella produzione industriale e nell’architettura, volendosi riferire a una eredità culturale non troppo lontana, durante quel modernismo che dà i primi segni al principio del novecento. Discorso ...

    Continua a leggere
  • A Place to be | Su cosa s’impernia? | Fabio cresci giugno 17, 2016

          “Che, poi, essa non tenda a realizzare qualcosa, risulta chiaramente anche dalle affermazioni di coloro che per primi hanno coltivato filosofia. Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia.” Notoriamente Aristotele nella serie di trattati della Metafisica ha fatto dipendere l’origine della filosofia dalla meraviglia, che nel termine greco è Thauma: non un generico stupore, ma l’attitudine a provare interesse e preoccupazione per l’esistente, alla ricerca di quei fondamenti che restano oltre ...

    Continua a leggere
  • A Place to be | Future in my mind | Enrico Vezzi aprile 24, 2016

    In Future in my mind, hanno concorso vari elementi seguendo una processualità costante; intuizioni, scoperte, casualità, scambi, riferimenti, idee a gravitare lungo un’orbita non prestabilita fino a che, al momento definito, tutto ha assunto una forma che si è avvertita come giusta: in riferimento al ciclo a cui appartiene e che essa stessa ...

    Continua a leggere
  • A PLACE TO BE | LATO 2016 marzo 12, 2016

    a cura di | edited by Matteo Innocenti in collaborazione con | in collaboration with Luca Gambacorti   In prospettiva differente potremmo provare a compilare una storia dell’arte come storia dei luoghi. Ogni opera ha necessitato di uno spazio – spazio di creazione e spazio di osservazione; la dimensione di accoglimento non è soltanto testimone di un artista ...

    Continua a leggere
  • Zwischenraum – Riccardo Lanciotto Magris luglio 5, 2015

      a cura di Matteo Innocenti Che cosa è e può essere, ora, una mostra? Quasi più la consideriamo nella sua potenzialità di interrogativo – o di rischio. Questa mostra di Riccardo Lanciotto Magris, che si può anche definire un evento, uno show, invece il rischio se lo assume in pieno.  Il titolo è Zwischenraum (interstizio, con richiamo al traum/sogno del tedesco): stratificazione di immagini, corpi, oggetti per ricreare una situazione totale, in cui arte e vita vengono a coincidere. Così nella trasfigurazione dello spazio espositivo, ...

    Continua a leggere