TUM Project- Come e quando si dice arte – Contemporanea ’11 – Interno8

INTERNO 8

FESTIVAL CONTEMPORANEA  ’11

 

TUM Project – come e quando si dice arte
a cura di Matteo Innocenti

venerdì 23 settembre 2011
Via Genova 17 – 59100 PO

 

Post ogni movimento. Saturazione visiva del visibile. Ogni definizione già troppo definita.

Insomma, che cosa mostrare ancora?
Tum si è scelto come primo obiettivo d’indagare quei meccanismi che al livello della creazione e del giudizio ci permettono di definire una qualsiasi cosa come opera. Ovvero comprendere, magari solo intuire, come e quando si dice arte: se gli elementi determinanti siano per esempio la ricerca ostinata, l’abilità tecnica, un buon vernissage, l’assenso oracolare del critico, la risposta affamata del mercato, il caso puro… Incerti davanti a un così ampio spettro di possibilità e di probabilità, siamo tornati a quanto ci sembra venire prima di tutto, i significati.
Se tutte le teorie sull’arte e sul suo contrario sono state scritte con dovizia di termini specifici e rinforzo di sistemi filosofici, innalzate a formare una muraglia su cui salendo per forza si cade, allora ci siam detti che più sarebbe valso, o soltanto sarebbe stato più originale, il percorso inverso.

Partendo da noi, che come tutti abbiamo un senso in quanto esseri formati (chi come artista, chi come critico, chi come altro ancora), ci siamo ridotti ai minimi termini, affinché fossero le parole da sé, con la loro enorme semplicità evocativa, a descriverci nel modo più verosimile.
Abbiamo iniziato, siamo andati avanti, ci siamo divertiti, e di colpo, come spesso accade in questi casi, è arrivata la sorpresa: scoprire che la caratteristica del gioco non è l’assenza di regole, ma la presenza di regola diverse.
Lo vedete da voi: scelte tipo starnuto, parigi, frusciante, persone, si riuniscono a creare sensi imprevisti, poi s’incrociano, addirittura s’incontrano negli stessi punti perché condivise, quindi formano un percorso tanto intricato che mai indovineresti dove finisce. E invece lo s’indovina, eccome, perché finisce in noi: Tum.
Ognuno la interpreti nel modo che preferisce, come occasione, coincidenza, destino…

Di qualunque cosa si tratti, ora che anche voi avete scelto delle parole, diventate parte dell’esperimento: a breve il grafico qui sotto, si trasformerà in qualcosa di molto più grande e complesso.  Scopriremo forse il percorso giusto, per arrivare a definire questa dimensione incredibile, terribile, infinita, che si chiama arte?

Come e quando si dice arte?
Oltre cento parole per arrivare a una definizione.
Queste sono quelle che avete scelto in modo più ricorrente:così diventano una nuova linea dell’installazione TUM Project.
E il rapporto imprevisto che ci unisce, in una condizione di somiglianza e di diversità, vale come ulteriore indirizzo di ricerca.