TUM Island

15 e 26 luglio 2011

 

TUM island, il primo evento del collettivo, si è imposto come inizio importante e complesso, in quanto tentativo di “trasformare” un luogo specifico – in questo caso la Rocca di Carmignano, punto panoramico tra i più belli della toscana – in qualcosa di diverso: un’isola di arte, creatività e sperimentazione. Se il risultato sia stato raggiunto non spetta a noi stabilirlo, siamo però sicuri che durante le due giornate, strutturate con tipologie di eventi molto diversi, è venuta creandosi un’atmosfera serena e conviviale. Un aspetto secondario? Non proprio, considerando la disaffezione, se non a livello di partecipazione almeno di comprensione, tra il pubblico non specializzato ma curioso (ed è la maggioranza) e l’arte contemporanea. Viene anzi da ritenerlo un successo, quando si pensi alle pose costrette e alle parole prescritte di altri, ben più blasonati vernissages. Del resto se il nostro tema d’esordio, che svilupperemo per tutto l’anno, è Meccanismi, strutture, arte, non potevamo che cominciare in un modo similare: con un dito puntato, a ricordare che l’esperienza estetica passa dai sensi, prima di arrivare alla serissima elaborazione cerebrale.

Segnaliamo ancora i protagonisti di questa azione d’esordio. Innanzitutto gli artisti TUM, sostanza vitale di ogni progetto, qui presenti con installazioni site-specific – e forse è arrivato il momento di usare la formula più comprensibile di arte ambientale o ambientata. In ordine alfabetico: Lucilla Bellini con la serie fotografica “Woman Being”Jacopo Jenna con il video “Ritrarsi” in collaborazione con Ramona Caia, Manuela Menici e Vanni Meozzi autori rispettivi delle installazioni “Land domestic dream” e “Points of view”.
Questa serie di opere sarà nuovamente presentata dal mese di ottobre, in forma approfondita, con due esposizioni presso lo Spazio d’Arte Alberto Moretti di Carmignano. Importanti le partecipazioni di Deva Wolfram, capace di stupirci con le sue riflessioni sulla natura e sulle proprietà delle piante spontanee, e di Alberto Gramigni, abile artefice di una splendida cena sull’erba. E poi il contributo live del network  TryDogLab, la compagnia Gli Omini, i dj Match e Maru Hachi.
A tutti coloro che sono venuti, conoscendoci già o conoscendoci in questa occasione, un ringraziamento e l’invito a continuare a seguirci, per gli altri l’augurio di potersi incontrare: la nostra direzione ora è visibile, e davvero non è cosa da poco.