TUM Exchange – Vanni Meozzi – Shine

Il progetto TUM EXchange termina con Shine di Vanni Meozzi ,il 19 luglio presso spazioK.

Nelle evoluzioni dell’arte contemporanea le differenze fra media e modalità si sono assottigliate fino all’eliminazione, portando tra le conseguenze principali l’identità di opere immateriali e materiali; è frequente che un gesto possa richiedere attenzione e approfondimento al modo di un oggetto. Il fattore di permanenza nel rapporto tra Vanni Meozzi e Kinkaleri è appunto nella variazione del medesimo: una ricerca sul corpo e sui suoi movimenti, viene tradotta dall’installazione Shine in moto fisico
meccanico. Dodici ventilatori collegati a formare una circonferenza danno l’impulso fondamentale affinché altrettanti palloni cubici di mylar cromato volteggino nell’aria, seguendo leggi casuali o parzialmente determinate in base all’intervento del pubblico; dalla danza performativa si passa all’esperienza di un sistema dinamico, mantenendo la costante espressiva.

Shine – titolo che possiamo tradurre come “splendore” – interviene a più livelli sull’idea di im/materialità. La luminosità assorbita dalla superficie rifrangente dei palloni e riflessa intorno, abbagliando lo sguardo e insieme invitandolo a seguire traiettorie imprevedibili, modifica in maniera evidente la percezione dell’ambiente. È come se la solidità delle pareti perdesse la funzione sostenitrice, per farsi diaframma labile verso una diversa, e indefinita, dimensione.
C’è inoltre un’analogia formale con i moti particellari. L’attività frenetica nel nucleo degli atomi – la fisica quantistica rintraccia alle scale minime un’agitazione tanto caotica da risultare indescrivibile – sembra suggerire che la materia e la cinesi siano ugualmente fondamentali nella costituzione della realtà. Le unità essenziali che ci restano sconosciute si combinano per formarsi nel mondo naturale, cioè una situazione indescrivibile se osservata da dentro, a una visuale più distaccata assume le
forme del conosciuto: è un processo simile a quanto avviene con l’installazione, nella possibilità simultanea di perdere cognizione sul particolare e di riacquistarla attraverso un’osservazione d’insieme.

Nelle opere più recenti Vanni Meozzi ha assunto a elemento di partenza paradossi che disorientassero le nostre categorie spazio-temporali – poteva trattarsi di una prospettiva tradita o della dislocazione tra un segnale e la sua fonte. Anche nel caso presente si genera la sensazione di un dubbio: i piccoli blocchi squadrati, richiamo a elementi compatti, negano l’impressione di peso e, come comandati da una gravità rovesciata, subiscono una forza repulsiva da terra.
A volte i palloni cadono all’esterno. Chi sta osservando può decidere di inserirli nuovamente nel circolo di volteggi, incontri e scontri. Ma anche questa azione rivela in sé il proprio errore, dovuto all’inutilità: l’imprevisto accadrà ancora e ancora, perché non sono né la nostra volontà né i nostri gesti in grado di controllare il caso.

(Matteo Innocenti)

Artisti  |
Virginia Zanetti
Manuela Menici
Vanni Meozzi
Kinkaleri
Sedi 
 |
S.A.A.M., Via Borgo 4, Carmignano, Prato
LATO, Piazza San Marco 13, Prato
spazioK, Via Santa Chiara 38/2, Prato
Data  |
 da sabato 2 giugno a martedì 31 luglio 2012
Ideazione |
  TUM PROJECT
A cura di  |
  Matteo Innocenti
Organizzazione 
| Argentina Giusti

TUM Exchange è un progetto espositivo fondato sullo scambio e sull’ospitalità: gli artisti non solo hanno collaborato insieme alla preparazione dell’evento, ma ne hanno resa possibile la realizzazione mettendo a disposizione, l’uno dell’altro, un proprio spazio di riferimento.
Il risultato sono 2 mostre “doppie”, secondo questo schema:

Virginia Zanetti / Manuela Menici
Vanni Meozzi / Kinkaleri
negli spazi S.A.A.M., Lato e spazioK

TUM Exchange è una sperimentazione sulle possibilità concrete della condivisione.
Internet, area eletta di incontri reali e virtuali, è la prova che alcuni movimenti di sottofondo possono emergere alla superficie come ipotesi alternative di comportamento – dall’open source alle Creative Commons, da Servas al CouchSurfing. TUM Exchange s’inserisce proprio in questa tendenza, in riferimento alla spontaneità che l’arte dimostra nei periodi migliori come espressione della sua intima essenza.