A PLACE TO BE | LATO 2016

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a cura di | edited by Matteo Innocenti
in collaborazione con | in collaboration with Luca Gambacorti

 

In prospettiva differente potremmo provare a compilare una storia dell’arte come storia dei luoghi.
Ogni opera ha necessitato di uno spazio – spazio di creazione e spazio di osservazione; la dimensione di accoglimento non è soltanto testimone di un artista e del suo stile, ma di esigenze più ampie: del costruire che ad essa stessa ha dato forma, delle persone che l’attraversano e di chi vi risiede, del pensiero e dell’organizzazione sociale di un periodo, dei modi in cui si è deciso di formare e di abitare il mondo.
Considerare un luogo in tutte le sue componenti e per tutte le sue condivisioni è assumere un’ottica di responsabilità. L’area disponibile a contenere ogni cosa indistintamente, pur in una sua apparente utilità finisce per rivelare i meccanismi di una mediocre cognizione – anche la situazione più sterile resta in vita solo per le esperienze umane che vi avvengono.
A PLACE TO BE è un ciclo composto da progetti d’artista con riferimento allo spazio architettonico, appositi per Lato, sviluppati nel corso del 2016.
Differenti ricerche e punti di vista che si rapportano al luogo non quale contenitore ma in termini d’identità, per farne emergere i caratteri specifici. Un approccio differente d’esposizione come incontro con una storia già avviata e alla cui continuazione s’intende partecipare, per la coscienza che ogni nuovo atto, ogni nuova opera, da individuo a individuo, è un contributo alla definizione della realtà.

Il primo progetto è FUTURE IN MY MIND di Enrico Vezzi.

LATO è studio di architettura e spazio espositivo fondato da Luca Gambacorti nel 2006 con il recupero di un ex fabbricato industriale all’interno della cerchia muraria di Prato; oltre l’attività professionale il fine è di avviare e consolidare collaborazioni tra le varie dimensioni territoriali legate in vario modo alla cultura. A PLACE TO BE è in relazione al decennale dalla fondazione.

 


 

In a different prospective we can try to write an art history like a history of places.
Every artwork needs a space – a space to be created and a space of observation; the dimension of recognition is not only a testimonial of the artist and his style, but of greater needs: of construction that itself has given shape, of people that cross it and reside it, of thinking and of social organization during a period, of ways in which has been decided to create and live in the world.
Considering a space with all its components and sharings is assuming things with a responsible outlook. The available space that may contain any vague object/thing, also if we consider its visible function, ends up revealing mechanisms of a mediocre awareness (knowledge/cognition) – even the purest situations remain alive thanks to human experiences that take place.
A PLACE TO BE is a cycle composed from three artists projects referring to the architectural space, suitable for Lato, developed during 2016.
Different researches and points of view that are associated with the place, not on the physical level (where the artworks are placed), but on identity terms; so that specific characters may emerge. A different approach of exhibiting as an encounter of a story already going on and that we continuously intend to participate, with the conscious that any new act, any new artwork, from individual to individual, is a contribution of defining the reality.

The first project is FUTURE IN MY MIND of Enrico Vezzi.

LATO is an architecture studio and exposition space founded by Luca Gambacorti in 2006 recovering an ex industrial building inside the city walls of Prato. Besides the professional activity the objective is to keep going and consolidating collaborations from various territorial dimensions linked in different ways with the culture. A PLACE TO BE is in relation to the tenth anniversary from its foundation.

 

1.
FUTURE IN MY MIND
Enrico Vezzi

19 marzo – 6 maggio
19 march – 6 may

Foto Jean Nouvel

 

Enrico Vezzi (1979, San Miniato). Si è laureato in Psicologia all’Università degli Studi di Firenze nel 2004. Fin dal suo esordio concepisce l’arte come un mezzo per stimolare nuove riflessioni sul rapporto tra storia collettiva e memoria personale. Le sue opere sono sempre la traccia di un tentativo di relazione tra la memoria storica e i luoghi a questa connessi. Ogni suo progetto è una testimonianza del processo stesso con cui l’opera si manifesta, con cui tenta di stimolare e formare un dialogo.


Enrico Vezzi (1979 San Miniato). Graduate in Psychology in University of Florence in 2004. From the beginning he conceives art as a mean to stimulate reflections/thoughts in relation to  collective story and personal memory. His artworks are always a hint of an attempt in relation to recorded history and the places to it connected. Every project is a testimonial of the project itself through which the artwork manifests itself, tempts to stimulate and create a dialogue.